Intervista a Graziana Pè: “Tornerò alla ‘The Black Baikal Race’”

Una sfida contro tutto, contro la natura, il freddo ma soprattutto contro se stessi, perchè per superare i propri limiti a volte bisogna cercare le condizioni più dure. Così ha fatto Graziana Pè, ultratrailer famosa che ha sfidato il freddo siberiano partecipando alla “The Black Baikal Race”, una gara di 260 miglia attorno e attraverso il lago Baikal, un grande lago antico della regione montuosa russa della Siberia, a nord del confine con la Mongolia.

Abbiamo percorso a piedi l’intero tragitto trainando una pulka, una caratteristica slitta per la neve che viene trascinata con un imbrago sulla quale viene caricato tutto il necessario per la sopravvivenza, insieme ad altri partecipanti provenienti da tutto il mondo.

All’inizio il percorso doveva essere di 420 chilometri, ma venne accorciato a 260 chilometri togliendo due tappe poiché il ghiaccio, nonostante le basse temperature, in alcuni tratti non era ghiacciato del tutto ed erano presenti alcuni “overflow”, ovvero dei punti dove il ghiaccio è più morbido e può rompersi più facilmente.”

La “The Black Baikal Race” è partita da Listvyanka Venerdì 2 Marzo alle ore 10 in direzione di Goloustny dove era situato il primo check point dopo 60 chilometri. I partecipanti sono partiti passando attraverso un bosco e dopo 20 chilometri si ritrovati sulla superficie ghiacciata del lago, dove vi hanno camminato sopra per altri 40 chilometri, fino a raggiungere la prima tappa per sera.

Durante la notte l’unico atleta a ripartire è stato Nicola Bassi, vincitore della gara.

La mattina successiva, io e altri tre partecipanti ripresero il tragitto mantenendo lo stesso passo per tutta la seconda tappa.”

È molto importante in questa tipologia di gare stare uniti” continua Graziana “perché dopo aver percorso molti km in questo tipo di l’ambiente capita spesso di avere delle allucinazioni”.

In questa seconda parte della gara gli atleti riscontrarono alcune difficoltà. I chilometri da percorrere per arrivare al secondo check point erano 85, ma dopo averne percorsi 120 dell’arrivo neanche l’ombra. I ragazzi riuscirono a contattare una persona dell’organizzazione, concludendo il percorso fuori gara in auto.

La mattina successiva, ritrovandosi senza motivazione e adrenalina per affrontare i successivi chilometri di camminata, Graziana decise di non ripartire per poi concludere la gara.

Nonostante sia rammaricata da questa sua decisione, questa esperienza le ha comunque fatto capire di aver trovato la sua strada e proprio per questo motivo aspetta con ansia l’arrivo di una nuova gara di questo tipo per poter partecipare e avere la sua rivincita portando a termine il percorso.

Graziana racconta che prima di partire per questa nuova esperienza ha svolto una preparazione specifica per poter affrontare al meglio e senza problemi la gara.

Il territorio bresciano, da dove provengo, non è molto adatto ad allenamenti con la pulka poiché troppo altitudinale. Così mi sono allenata a trascinare la pulka nell’innevato Altopiano di Asiago, zona di confine tra il Veneto e il Trentino Alto Adige.

Per due giorni a settimana mi allenavo mattina e sera in velocità, trascinando un copertone di una macchina per simulare il trascinamento della slitta, andavo in palestra per rafforzare la zona di traino della pulka ovvero la zona lombare e addominale. Molto importante fu l’intervento di un fisioterapista per la valutazione funzionale e per la cura delle zone sovraccaricate.”

Graziana si è trovata subito a suo agio con l’ambiente e il freddo siberiano e proprio per questo sostiene che il rientro a casa dopo questa nuova esperienza è stato molto difficile e nonostante siano passati solo pochi giorni dal suo ritorno ne sente già la mancanza.

Un pezzo di me è rimasto in quell’esperienza, sul lago di Baikal, in quei paesaggi meravigliosi che ho attraversato in quei giorni duri, quanto belli”.

In attesa della sua rivincita contro questa tipologia di gara, Graziana si è iscritta alla “Transilvania”, una gara di 100 km che avrà luogo il 19 Maggio.

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